Biografia

La sua arte racchiude in sè tutto quello che è stato ed è il suo stile di vita.

Fabio De Vincente nasce a Torino il 26 Dicembre 1983.

A nove mesi ha il suo primo rapporto con la musica, già in grado di camminare, balla fino a svenire sentendo un complesso suonare dal vivo ad un matrimonio.

A cinque anni come regalo di Natale riceve una tastiera giocattolo e il giorno successivo, quello del suo compleanno, si suona e si canta "Tanti auguri" e "Oh When The Saints Go Marching In" a regola d'arte con i giusti accordi.

I suoi primi concerti sono per la mamma, che tornando dal lavoro assiste allo spettacolo che Fabio preparava cantando, suonando diversi strumenti, recitando e ballando e per i compagni della scuola elementare che gli ultimi cinque minuti prima dell'uscita erano spettatori di una sua improvvisata performance.

Fin da bambino sfida con irriverenza lo zio musicista professionista, che per un periodo ha vissuto con lui, riproducendo al pianoforte gli stessi brani che lo zio suonava.

Sempre da bambino si esibisce come showman in spettacoli per famiglie, per raccolta fondi a favore dei bambini della Jugoslavia, al Teatro Alfieri di Torino.

Autodidatta, precoce nella vita come nella musica, a undici anni inizia a scrivere le sue prime canzoni intrise di grinta e speranza.
Crea le prime band cambiando costantemente i componenti che sceglie tra i suoi amici, obbligando anche quelli meno portati a suonare uno strumento e incomincia ad esibirsi negli oratori.

Alle scuole medie è il tastierista della scuola e accompagna tutte le esibizioni in Piemonte del gruppo di flauti selezionati dal professore, che lo chiama durante le lezioni per fargli saltare le interrogazioni alle quali Fabio non è preparato. Essendo molto indisciplinato, infatti, successivamente cambia circa una decina di istituti nelle superiori, girando gran parte dei licei di Torino, tra i quali il "Liceo d'arte e spettacolo" (al primo anno della sua apertura), dove recita in una compagnia teatrale.

Trae grande ispirazione da tutto ciò che gli accade, dalla perdita di persone care, dall'instabilità familiare, dalle figure femminili che lo accompagnano e dalla sua vita per alcuni periodi sregolata. Non solo musica tra le sue esigenze, anche la poesia, gli aforismi e la pittura sono da sempre protagonisti nella sua vita.

Grazie al suo carisma e alle doti di intrattenitore fa esperienza suonando piano e voce oltre che nei locali di Torino, in quelli di Alassio, Capri, Costa Smeralda, Montecarlo e New York, maturando una notevole esperienza live.

Successivamente crea una band ed uno staff che lo affiancano tuttora nel suo percorso e con cui ha all’attivo numerosi singoli e videoclip. Collabora negli arrangiamenti di alcuni suoi brani con l'amico musicista ed arrangiatore Carlo Gaudiello (pianista di artisti di spicco come Francesco De Gregori, Biagio Antonacci, Gianluca Grignani, Tiziano Ferro, Adriano Celentano, Malika Ayane e molti altri).

Le canzoni di Fabio De Vincente evadono sia dai canoni pop, sia da quelli rock che dal classico cantautorato. Il sound ha influenze internazionali nonostante i testi siano in italiano. E' stato definito cantautore pop/rock col suono di una band. La sua sincerità compositiva, le melodie immediate, la sostanza testuale, il suo pianismo e la cura degli arrangiamenti fanno di lui un musicista completo.

Sempre accompagnato dalla sua band e con il supporto del suo staff, dopo il suggestivo esordio in un concerto dalle finestre, "Fabio De Vincente - Live in Loft San Carlo", in Piazza San Carlo, una delle principali piazze della città di Torino, fà il pienone nella stessa città con un innovativo spettacolo al Teatro Carignano, "VedoVoci Fabio De Vincente in concerto". Primo vero evento in Italia a unire in un'unica occasione performance di artisti sordi, che traducevano in Lingua dei Segni tutte le canzoni di Fabio live, rendendo il concerto accessibile anche ad un pubblico sordo.
Da questa esperienza nasce l’idea di portare al Festival di Sanremo 2012, per la prima volta sul palco dell’Ariston, la LIS - Lingua dei Segni Italiana con il brano “Oltre le nuvole” in duo con un artista sordo; progetto appoggiato dall'ENS - Ente Nazionale Sordi.

Ospite su Rai 1 in un programma di Maurizio Costanzo, presenta il singolo "Come quando fuori piove" e nel 2013 Fabio è testimonial con il brano "L'unica cosa che so" ed il suo videoclip, di una campagna sulla sicurezza stradale, patrocinata da diverse realtà nazionali ed europee, che vanta anche una versione feat. con il rapper Rayden e il remix del bassista dei Subsonica e produttore musicale Luca Vicio Vicini.

Con il brano "Come non ce n'è", presentato dall'etichetta Believe Digital, viene selezionato dalla Commissione Rai ed entra nei 60 finalisti delle Nuove Proposte per il Festival di Sanremo 2014. Il mini EP di “Come non ce n’è” contiene anche una versione in spagnolo, ”Como no hay igual”.
La stessa cosa accade per il Festival del 2015; con il brano "Quando capita" entra nei 60 finalisti.

Dopo l'uscita del singolo “One life one show” e l'apertura del concerto di Francesco Sarcina (ex frontman della band Le Vibrazioni) a Torino, partecipa a The Voice of Italy 2016 esordendo al pianoforte con “Say Something” ed entra nel team Dolcenera, nonostante anche Max Pezzali, Raffaella Carrà ed Emis Killa lo avrebbero voluto nella loro squadra.

Sempre a Torino apre il live di Dolcenera e dopo un breve tour tra Los Angeles e Las Vegas torna in Italia nelle vesti di giurato per due music talent con il rapper Moreno e Francesco Facchinetti.

Appare poi come ospite in diverse tv e radio regionali e come presidente di giuria per un'altro talent torinese, alternando diversi live alla produzione di suoi brani inediti con l'amico Vicio (bassista dei Subsonica e produttore musicale).

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